• italian
  • english

ArtCodex atelier del codice miniato

Il grande viaggio di Cristoforo Colombo

ms. Ed.R.684bis
custodito nella Biblioteca Riccardiana di - Firenze, Italia
biblioteca Riccardiana Firenze

Biblioteca
Riccardiana

Presentazione video del volume

Cristoforo Colombo (1451 – 1506)
Nato a Genova, stabilitosi dopo i suoi innumerevoli viaggi in Spagna, fu uno dei pià grandi e illustri navigatori ed esploratori di tutti i tempi.
A lui si deve la scoperta geografica in assoluto più importante: il nuovo continente, le Americhe.

Fu a servizio per anni dei reali spagnoli, Ferdinando e Isabella d’Aragona, sotto la cui protezione compì i più grandi viaggi di esplorazione.

Nel 1492, dopo mesi di navigazione con le sue tre caravelle – la Niña, la Pinta e la Santa Maria - verso quelle che lui credeva sarebbero state le coste orientali delle Indie, Colombo sbarca nelle isole del centro America e riconosce subito di trovarsi in un nuovo mondo, un altro continente, non ancora descritto né segnato in alcuna carta geografica dell’epoca.
Si tratta di un avvenimento di importanza impareggiabile, che cambierà per sempre la storia e la cultura globale.
Da questo grande evento, scaturisce il mondo moderno, così come lo conosciamo oggi.
Il grande Viaggio
Famosi, sebbene mai ritrovati, sono i diari di bordo delle Caravelle di Colombo: su questi si è tanto discusso e parlato. Chissà quali meravigliose e incredibili avventure vi erano descritte:
le nuove terre, la nuova gente, i tesori e i segreti del nuovo mondo.

Ma lo scritto più importante e storicamente interessante è la lettera con cui Colombo, al rientro del suo grande viaggio, durante una sosta in Portogallo, comunica ai reali spagnoli la sua scoperta del Nuovo Mondo.

È uno scritto molto semplice, scritto dapprima in spagnolo e poi tradotto in latino per una più globale comprensione, giunto ai giorni nostri sottoforma di incunabolo conservato presso la Biblioteca Riccardiana di Firenze.

La storia di questo manoscritto è tanto interessante quanto intrigante: dopo essere stato sottratto e letteralmente rubato, fu oggetto di un mercato di collezionismo non propriamente legale che lo fece arrivare da Firenze, passando per Roma, Francia, Svizzera e forse Germania, alla Library of Congress di Washington, negli Stati Uniti, dove fu ritrovato grazie alle indagini di investigatori privati e del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri.

Una volta stabilita la legittima appartenenza dell’incunabolo, la Library of Congress ha restituito il prezioso manoscritto alla Biblioteca Riccardiana di Firenze, dove è oggi custodito tra le Edizioni Rare.

Caratteristiche del facsimile

  • Riproduzione integrale del codice Ed.R.684 bis della Biblioteca Riccardiana di Firenze, realizzata da ArtCodex
  • Cartella in pelle blu scuro, con incisioni in oro a caldo, con chiusura a laccetto
  • Cofanetto in raso blu, con incisioni in oro a caldo
  • Riproduzione del dipinto delle Caravelle su tela

Legatura e copertina

Il processo di legatura dei codici viene realizzato utilizzando le consuetudini delle antiche legatorie artigianali. Le lavorazioni, eseguite in botteghe manifatturiere che ancora conservano l'antico torchio manuale, corrispondono alla cucitura a mano del capitello e dei fogli, nell'assoluto rispetto della profilatura delle pagine del manoscritto. Infine, la copertina viene riprodotta in facsimile rispettando rigorosamente tutte le caratteristiche dell'originale: ogni lavorazione viene eseguita a mano, rispettando la fogliazione del codice e utilizzando i materiali dell'epoca.

La cartaPergamena®

Il tipo di carta pergamenata impiegata, la cui peculiarità garantisce che ogni singolo foglio sia uguale all'originale, viene prodotta da una cartiera di fiducia: la cartaPergamena, in seguito ad un trattamento di "invecchiamento", ricrea lo stesso effetto di movimento che il trascorrere del tempo ha provocato sull'originale. Il colore della pergamena viene poi fedelmente riprodotto in fase di stampa: ogni segno del tempo - quali pieghe, macchie e trasparenze - viene riproposto esattamente, concorrendo a donare al codice la stessa sensazione d'antico che caratterizza il manoscritto medievale.